La signora Appojola Stegosauri in Ecchilosà, madre di Peppino, era quasi analfabeta. Nella sua breve vita si occupò di fisica delle particelle elementari e di alchimia, non però rinunciando a fare ottime torte di mele.
Scomparve prematuramente all'età di novantasei anni e un giorno: non la trovarono più!
Il babbo del Mostro... del Nostro visse invece per adempiere alla missione di capostazione: peccato che a Borgostantìo non vi fossero treni.
Lui però li sentiva: per questo venne rinchiuso nel piedicomio della vicina Città di Capitomboli, ove tuttora risiede assiso dinanzi a uno specchio in una cella di due metri per settantadue.
Chiederetemi: "Che fa colà?" Rispondovi: guardasi invecchiare, tanto per non morire!
Ora poi è contento: tra poco suo figlio andrà a trovarlo. Glielo aveva promesso trentacinque anni fa e senza dubbio manterrà la parola data.
Ma torniamo al ragioniere Ecchilosà, alla sua infanzia.
Ricordano i suoi compagni, che ora giacciono immoti di fronte al bar Gioventù bruciata, che il piccolo Peppino era un botolo agilissimo, quasi un contorsionista: un giorno scommise che avrebbe raggiunto il terrazzo di casa passando dentro il canale di scolo dell'acqua piovana, e ci sarebbe senza dubbio riuscito se non si fosse messo a piovere.
Un'altra volta sorprese tutti nascondendosi nella cartella. O meglio, ci sarebbe quasi riuscito se questa, di pessima qualità, non si fosse strappata appena ebbe infilato il piede sinistro al suo interno.
La signora Appojola, per quella marachella, gli spezzò un mignolo dicendo: "Così l'ingessatura ti impedirà di attraversare le crune degli aghi!"
Continua
p.s.: (datapost: aggiungere 4gg; ora: aggiungere 10hh)
05/01/07
Il teorema di Ecchilosà - L'infanzia del Nostro - Parte seconda
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