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21/01/07

Il mio RomeCamp – Dietro le quinte (Autoreferenzialità³)


Che qui si sia dato da bere alla blogosfera italiana nessuno lo potrà negare.
Da "anomalo" blogger quale sono, non avendo con me la digicam, non lascio testimonianza dei 234 litri d'acqua, 400 piatti, 500 coltelli, 500 forchette, 1000 bichieri e altrettanti 1000 tovagliolini procurati, che hanno riscaldato il sabato finto-primaverile del Romecamp (alla faccia della decantata sensibilità ecologica dei blogger).

Cosa mi rimane, a parte la fattura da restituire a Fabio? (Grazie a te per aver portato a Roma un movimento che di solito rimane oltre la linea gotica):

(rigorosamente in ordine di apparizione)
  • Daniel Ruzzini Mejia: trafficone nel giusto (se non lo è il CEO di DomainBot voglio vedere chi);
  • Elisabetta Locatelli: deliziosa nel sembrare fuori luogo, perfida nell'attirar prede nella sua alcova (per intervistarle! che avete capito)
  • Il Biccio: ed il suo “oscuro” ma fondamentale coordinamento per la copertura mediatica dell'evento;
  • Stefano 2 Spaghi: è riuscito a sistemare allo spagoraduno la dozzina di imbucati di straforo (uno dei quali ero io);
  • Lele Dainesi: Il chiassoso benvenuto nella blogosfera davanti al “Pomodoro e Mozzarella
  • Antonella Beccaria: donna del “mistero”, ma anche paziente ascoltatrice di nerdismi altrui;
  • Nicola Mattina: Ho perso il suo intervento (e mi dolgo), ma era all'ora di pranzo? Pardon...
  • Roberto Galoppini: Il lato cinico (e divertente) dell'Open Source;
  • Luca Conti: da blogstar è fastidioso essere importunati quando si aspetta in fila per la toilette?
  • Veronica: la foto non rende neanche al 5%: le file al check point erano per lei (e tutti erano contentissimi di girare con i cartellini scritti da se);
  • Luca Boccianti: javascript fra un bancone ed una cucina;
  • Simone Onofri: l'RSS è un oggetto semanticamente corretto e se si perchè sul tuo sito c'è di tutto fuorchè quello???
  • Antonio Tombolini: tifo per il tuo iLiad, ma avrei preferito veder il software che lo animerà.
  • Simone Morgagni: una mente fervida nascosta da un template - sorprendente
  • Robin Good: determinatissimo (pure troppo) – il nostro ariete contro il mainstream.
  • Vittorio Pasteris: Il Vate dell'Autoreferenzialità, ma anche no.
  • Diego Bianchi Zoro: Inglobati nello stesso divanetto, lanciavamo occhiate alla camerawoman di DolMedia (non corrisposte almeno nel mio caso).
  • I Twittanti Operai Cristian Conti e Antonella Napolitano
  • L'intervista mai rilasciata a Rai Due (Luca scusa ancora, ma non l'ho fatta per la causa)
...e i tanti blogger con i quali avrei voluto condividere più di una giornata di brainstorming ma alla fine “va bene cosi” (dopo un'intera infanzia di fruizione è difficile sostenere una giornata intera d'interazione!)
A quando la prossima?

19/01/07

I mille ed un giornalista (parafrasi delle mille e una notte)

Riporto (ed integro) ampi stralci di Suzukimaruti e del fattaccio di cui parlano tutti fuorchè i giornali (o lettore , se ritieni lungo l'articolo salta pure alle conclusioni, ma poi non chiederti il perchè):

"Non leggo quasi mai i fondi di Magdi Allam (Vicedirettore del Corriere della Sera), perché li trovo sovente auto-razzisti.
Non capisco l’agenda di quest’uomo, sobillatore dell’anti-arabismo nei lettori padani del Corrierone... Boh, cosa vuole dimostrare questo signore egiziano? Cioè, la sua attività giornalistica e la sua pubblicistica perennemente allarmista contro l’Islam servono esattamente a…? Capisco se lo fa la destra, che ha fini puramente politici. Ma lui? Cosa vuole, che l’Occidente bombardi i paesi islamici fino a cancellarli? Ha litigato con i suoi parenti giù in Egitto?

In ogni caso il signor Allam si è permesso di fare una "finezza" giornalistica: ha pensato bene di pubblicare estratti da una lettera privata che una donna (incidentalmente un’amica e una persona che stimo e a cui va tutta la mia solidarietà) ha scritto al suo ex marito (islamico, poligamo, e figura nota tra gli islamici in Italia), discutendo di cavoli suoi che giustamente restano tali (Suzuki perdonami se io invece linko l’articolo - dimostrazione dell'orrore). Ovviamente la lettera gli è stata passata da qualcuno con evidenti intenti di sputtanamento (di lui presso la comunità islamica, di lei per il suo blog anticonformista sul presunto “scontro tra culture”).

E lui, l’ineffebile Magdi, c’è stato.
Il tutto per fare un articolo contro la poligamia, contro i pericoli che essa comporterebbe per la nostra società, ecc.
Vale la pena fare bassa macelleria dei cazzi di un altro, se ti serve come spunto per la tesi di un tuo corsivo… Vero?...E francamente l’articolo era tirato per i capelli, pretestuoso e pure scritto male, debolino.

Ecco, io mi chiedo che etica ha quest’uomo, che in nome del giornalismo si mette a pubblicare e commentare una lettera privata (tecnicamente una mail) di scazzo tra moglie ed ex marito, carica di cose private, cavoli loro, ecc. senza chiedere uno straccio di autorizzazione (che dubito sarebbe arrivata) e per di più facendo in modo che entrambi i soggetti fossero riconoscibili per nome e cognome.

Cioè, vi sembra ragionevole che la prossima mail in cui mi raccontate in dettaglio la vostra recente colonscopia venga pubblicata sul Corriere della Sera e usata da Magdi Allam come pretesto per un fondo contro il sesso anale?

Quindi mi appello direttamente al signor Magdi Allam (che mi chiedo cosa ci faccia ancora nell’Ordine dei Giornalisti: ma uno così non dovrebbe essere radiato con infamia e pedata beneaugurante? [nel caso mi candido per la pedata]).

Ciccio, io non so le tue paturnie contro la tua stessa identità e non ho voglia di psicanalizzarti...
Però so che per gestire la tua imbarazzante crociata fatta di articoli noiosi e di ospitate in trionfo a Porta a Porta coi tuoi amici (?) destrorsi (ricordati che ora gli servi: dopo che non gli servirai più, per loro sarai solamente più un “negro” o giù di lì) sei disposto a sputtanare sul quotidiano più letto d’Italia una persona che manco conosci, ovviamente senza autorizzazione.

Pensa che bello, Magdi, se sul Corriere domani uscissero i cazzacci tuoi, quante volte ti fai le pippe alla settimana, quali sono i tuoi problemi intestinali e sessuali, quali le tue malattie, i tuoi segreti più imbarazzanti, ecc.
Il tutto in nome della cronaca o della Causa (ognuno ne ha una, per lui sacrosanta). Ti piacerebbe, vero?...Di te, persona che ovviamente non stimo, so solo una cosa. Hai proprio i tratti del peggiore Islam, quello che non vorremmo vedere e da cui tu dici di voler prendere le distanze…
Con puro menefreghismo e disprezzo, infatti, hai maltrattato pubblicamente una donna facendoti forte del tuo potere mediatico. Complimenti. Un atto fascista al 100%.
Volevate vedere i “fascisti del mondo arabo” di cui parlava tra mille critiche George W Bush? Eccone uno, comodamente seduto sulla poltrona di Porta a Porta un giorno sì e uno no a spiegarci come si fa la Guerra Santa.

Dovresti vergognarti, Magdi (per punirti, da ora in poi pronuncerò il tuo nome con la stessa voce con cui Verdone in versione precisino-ossessivo diceva “Magdaaa?!” in “Bianco, Rosso e Verdone”). E voi che passate di qua, per favore fate altrettanto. Tutti in coro! “Magdiii?!”

Nota a margine: ma cosa lo teniamo a fare (a parte il fatto che io sono contrario a tutti gli ordini professionali e li voglio abolire) un Ordine dei Giornalisti, se non serve ad altro che a tutelare i diritti e non i DOVERI di una categoria che in questo paese ha la sua bella fetta di privilegi e potere?"

Conclusione della protagonista: Querelati, ovviamente

Mia conclusione: usiamo la nostra unica arma, boicottiamo la compiacenza del Corriere.

RomeCamp 2007


Noi da domani sera si occupa (come a squola) il

LA S-conferenza sul Web 2.0 a Roma
(anche perchè l'anno prossimo parleremo di sicuro del Web 3.0)

Un'occasione per parlare del 2-0 al Milan (quale dei tanti...), di dis-informazione, di reti da pesca, di modelli e soprattutto modelle, di economia delle reti (sempre quelle di sopra - interverrà Vito detto O' Vibrione), di figa e smanettoni, di blog (che?), di medium penis enlargment, di scenari complottisti, di cosa succederà in Italia, in Europa, nel Mondo e nell'Universo (in attesa di Galactus), il tutto con la scusa di visitare Roma.

Prima che l'ottimo Fabio Masetti (l'organizzatore) si accorga della cazz. ehm inadeguatezza dei sottoscritti (revocandoci il pass) rettifichiamo:

Se, invece di continuare a sorbire il GF7, vuoi condividere e comunicare le tue idee sul web, vieni oggi Venerdì ore 20,30 al Linux Club, via Libetta 15, Roma

troveremo sicuramente qualcosa da farti fare (entri solo se contribuisci all'organizzazione).

Sabato alle 10 invece inizia il RomeCamp

P.S. Noi saremo gli inservienti al buffet (no, non son rimasti solo i posti per le pulizie, ma sbrigati!)

13/01/07

Browser Wars III - L'impero colpisce ancora

Data Astrale 2007DC.
Approfittando delle debolezze difensive dell' IE6 (la Morte Nera di tutti i PC sulla rete),  i ribelli si riuniscono sotto le seguenti fazioni:
i Firefoxiani - dalla loro roccaforte sul pianeta Linux, hanno conquistato quasi il 25% dei PC;
i Macs Safariani- (il 5% della popolazione della galassia) un'organizzatissima setta guidata dal santone guerriero Steve Jobs;
gli Operiani - una piccola (il 3%) ma compatta comunità, riuscita a sopravvivere sviluppando il loro velocissimo caccia-browser (ora volti alla conquista della nuova galassia Cellulare)

Ma il sopravvissuto (magari!) Darth Gates,  e le Armate Microsoftiane sono decisi una volta per tutte a stroncare qualsiasi focolaio di ribellione al loro monopolio sulla galassia Browser: sviluppano quindi una nuova Morte Nera - IE7 .
Partendo da una base di milioni di PC (il 72%) - soprattutto nelle aziende, dove (causa ottusità dei reparti IT) difficilmente le fazioni ribelli fanno presa - Darth Gates costringe, camuffandolo come un'aggiornamento di sicurezza, tutta la galassia Windows ad installare automaticamente la sua nuova arma IE7.

Ma vediamo le sue caratteristiche a confronto con gli altri (manca Safari ma non ho un MAC):

Visualizzazione delle pagine web.

IE7 implementa l'anti-aliasing nella visualizzazione delle pagine (Firefox e Opera no - cliccate sulle immagini per vedere la differenza).

IE7                                             Firefox                                     Opera

Esplorazione con le "tab
Finalmente (Opera e Firefox lo fanno già da più di 2 anni) sono state implementate le "tab": è possible aprire più pagine Web nella stessa finestra, guardare le miniature di tutte le tab aperte in un'unica vista (ma Firefox questo lo fa solo con l'estensione Showcase e tralatro non bene)

IE7                                             Firefox                                     Opera

Feed RSS 
Anche in questo campo (ma sempre in ritardo) finalmente IE7 ha inserito come gli altri browser (ma li gestisce meglio), la possibilità di salvare oltre ai classici"Preferiti" statici, i feed RSS, cioè dei "Preferiti" che vi aggiornano ogni qualvolta il sito che vi interessa è stato aggiornato

IE7                                             Firefox                                     Opera

E poi la sicurezza...
IE7 promette protezioni avanzate dai software dannosi evitando che i dati personali vengano rubati attraverso siti Web fraudolenti e tecniche di phishing online... belle parole, ma nei fatti alla domanda "Per quanti giorni navigo su Internet a rischio, da quando viene scoperto un buco a quando viene chiuso con una security patch?": nel 2006, i giorni di navigazione a rischio per Internet Explorer sono stati 286 (78%); per Firefox 9 (2.5%), vedremo quest'anno.

Resta il fatto che Darth Gates (copiando) ha ora un browser per alcuni aspetti migliore dei concorrenti, che Firefox può superare solo grazie alle migliaia di estensioni create dalla sua comunità.
Insomma anche se il "lato oscuro" ci tenta, qui si parteggia ancora per i ribelli... e voi?

06/01/07

Browser Wars - II episodio - Una nuova speranza


Data astrale 1999DC. Sconfitti gli ultimi Navigatori Netscapiani, Darth Gates si auto-proclama imperatore monopolista dell'Impero Microsoftico: seguono 5 oscuri anni durante i quali un esercito di ribelli, capeggiati dalla coraggiosa principessa Mozilla, riesce a riorganizzare una resistenza alle oscure forze che imperversano nella galassia Browser.

I ribelli, fedeli all'Antica Repubblica Netscapiana, sono venuti in possesso dei piani tecnici usati dai Netscapiani e grazie a questi, il maestro jedi Mitch Kapor (amico di Darth Gates prima che quest'ultimo scegliesse il lato oscuro della forza) riesce a riunire due giovani allievi Dave Hyatt e Blake Ross ed a dare vita a Phoenix (fenice, in inglese , per simboleggiare la rinascita dalle ceneri di Netscape) poi rinominato in Firebird e finalmente in Firefox.

La piccola arma per sconfiggere l'Impero ha dalla sua: facilità d'uso, stabilità, il rispetto degli standard web e soprattutto la sicurezza (che invece Gates trascura nella progettazione dell'IE6 - Morte Nera).

IE / Darth Gates sembrano alla deriva ma...
Continua...

05/01/07

Browser Wars - I episodio - L'attacco dei cloni

"Poco tempo fa, in una galassia vicina, vicina..."
Correva l'anno 1995: Darth Gates Senatore e poi Cancelliere Supremo della Repubblica Computica, trama nell'ombra per distruggere l'ordine dei Netscape Navigators, per poi ottenere la carica di Imperatore dei Browser.
Per far questo, contatta la Spyglass, acquista (Gates non ha mai inventato nulla) la tecnologia e i marchi da NCSA Mosaic per produrre il suo web browser modificandolo e rinominandolo in Internet Explorer (IE d'ora in poi).
Stringe un patto diabolico con la Federazione dei Mercanti preinstallando Windows 98 sulla totalità dei PC in vendita: Gates si avvale quindi di un esercito di cloni già sotto il suo controllo.
Inizia così la Guerra dei Browser, conflitto che terminerà circa quattro anni dopo.
Con l'integrazione di IE in Windows attivata di default e non disattivabile, la diffusione del browser è inevitabile: l'utente non ha più la necessità di installare un browser di terze parti, in quanto IE è già preinstallato.
In casa Netscape, nel frattempo, vicissitudini societarie e la mancanza di un solido business model in grado di supportarne lo sviluppo, mettono in crisi l'azienda evidenziando come non sia possibile costruire un'impresa profittevole attorno ad un prodotto distribuito gratuitamente.
Continua...

è un nefasto progetto del maledettissimo Dottorzeta