Tesi:
Dal Faust di Murnau al Faust di Prodau: 80 anni d'involuzione
Chi fa da 3 fa per sé

Applaudo e condivido Matteo Bordone:
"Vi capita mai di parlare con gente che è convinta sostenitrice della destra italiana? A me capita raramente... E quando in questi posti parlo con gli elettori italiani di destra, resto sempre sconvolto dalla luce che vedo brillare nei loro occhi mentre dicono di stimare Gianfranco Fini. Fini funziona. Fini è un leader. Fini sì. Non Berlusconi. Fini. La destra italiana è Fini.
E allora uno ascolta Fini per anni per cercare di capire e non riesce a farsi una ragione. Certo, lo vede andare in Israele e inimicarsi una fettina di zoccolo duro antisemita; lo vede vacillare sulle staminali e andare contro maschilisti e crociati; plaude alla canna giamaicana palombaro, ridacchiando felice. Apprezza, insomma, gli sforzi più o meno goffi. Ma sta particolarmente attento al tono di Fini quando è sui campi dove da delfino di Giorgio Almirante gioca in casa: la sicurezza, l'ordine pubblico, la legalità, i temi legati alla famiglia, alla religione e alla patria...
La settimana scorsa ha detto con il tono stentoreo delle manifestazioni di piazza che la gente lì radunata contro la finanziaria era rappresentazione dell'Italia "a cui non piacciono i teppisti". Ma non è una novità, questo lato "uomo forte".
Tempo fa si era lanciato in una crociata contro gli insegnanti gay. Non in genere, ma alle elementari. Come dire che coi bambini i ricchioni non ce la fanno proprio a tenersi (coi grandi ancora ancora, ma quando vedono una bici con le rotelline è più forte di loro). Siccome due professori del liceo fondamentali per la mia formazione erano e sono gay, siccome molti miei carissimi amici e colleghi sono gay, e soprattutto siccome anche se non ne conoscessi nemmeno uno (di ricchioni) credo che libertà e uguaglianza vengano prima, molto prima, ma molto ma molto prima delle tradizioni sacre e profane, per tutti questi motivi Fini non mi piace. Per niente. E credo che ci sia uno zoccolo duro autoritario e manicheo nella sua visione del mondo e della politica che emerge nei momenti cruciali e ogni volta che ci si avvicina al cuore delle questioni morali.
Il suo modo di indurirsi e alzare la voce quando gli si fanno domande su quello che è successo a Genova nel 2001 è un esempio di questo fenomeno. E la parola teppisti usata per descrivere generalmente tutti i manifestanti e gli oppositori del suo e di altri governi, dà la misura della sua raffinatezza politica. Che la politica non è solo realismo e tattica, ma è anche quello che dici pubblicamente alla gente quando ne hai occasione.
L'ultima dichiarazione conferma tutta questa mia sparata. Un uomo chiede di essere lasciato morire visto che, pur essendo cosciente, vive un'esistenza che A) la natura avrebbe già interrotto (che non è un problema, visto che curiamo qualsiasi cosa), B) la scienza non pìò risolvere in nessun modo, ma soprattutto C) non vuole più vivere. La questione in ogni caso solleva mille interrogativi. Appartiene a quella zona grigia in cui è necessario porsi infiniti problemi e domande e interrogativi, sempre e comunque. La posizione contraddittoria e onesta insieme di Livia Turco può fare incazzare chiunque, ma quella di Fini è un altra cosa. Chi lo fa è un assassino, dice lui. Chi stacca la spina al malato paralizzato incurabile cronico Welby è un assassino. Non è come un assassino. Non è similitudine questa, ma identità. È un assassino. come si fa a non capire. È facile così, no? Sta uccidendo una persona, come uno che entra in un negozio e spara per rubare l'incasso.
Questo è il tipo di messaggio politico di Fini.Questo il livello di raffinatezza, onestà intellettuale e aderenza alle cose che lui esprime. Questa la sua linea.
A quanto pare Welby, un uomo in una condizione talemente terribile che qualsiasi descrizione sarebbe banale e retorica, per lui non esiste. Esiste la questione Welby, quella sì. Una questione politica. E per ragioni di tattica politica si affronta in questo modo da predicatore evangelista. Perché il Polo rischia di perdere gli elettori cattolici e allora estremizza le questioni morali per rubarne a Casini. Tutto qui. Altro che grandi valori morali."