Premessa
"Tutto s'involve, tutte le foglie attendono l'autunno. Come le età dell'oro, splendor primigenio svanì, ed or che resto solo, ed or che resto qui, mi desta un sogno, un solo: riaver ciò che finì."
Nelle interminabili ore di supplizio in Quisiperdesolotempo pensava, per non impazzire, ad improbabili versi di maledetti poeti, ad epiche del nulla leggendarie. E finiva col crederci, alla musica di quei poemi sfuggenti, convinto ch'essa fosse stata suonata nell'auditorium della realtà.
Talvolta lo Sciagurato lanciava messaggi criptici al mondo, cercando un dialogo con un interlocutore che mai rispose. Ecco uno dei suoi scritti sibillini, apparso sul guscio di un uovo abbandonato al centro di Piazza 4 stagioni:
ma non sono un uomo nuovo:
resto un relitto di rimpianto,
un fossile che tira a campare,
in questo 18 marzo.
Ieri sarà il futuro: non ho domani!
Vivo per rovinarmi, con le mie mani.
Firmato anonimo Ecchilosà"
"Verrà un giorno un giorno..." - amava quindi ripetersi - "... che tutti starannomi intorno!"
Quel giorno non venne mai: la nostra mediocrità è un animale troppo grande perché lo si possa mettere in fuga; troppo sta comodo tra le sbarre dello zoo che gli abbiamo costruito attorno.
Ecco perché il Nostro non era come appariva: perché in definitiva non avrebbe potuto essere ciò che voleva. Chi può dire se questo fosse un bene?
Un antico proverbio cinico dice:
Continua
