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26/04/05

Questo lo facevo puve io...

Il grande Macchianera segnala:

Per la serie temini di economia, ecco a voi un classico:
Nel chiuso del nostvo vecinto fiscale ci stiamo assuefacendo a imposte stvaovdinavie e condoni pevmanenti allinsegna delliniquità. Questo continuo distvuttivo gaspillage fiscale, secondo alcuni inevitabile, non può continuave a lungo: pevché è pevicoloso, dato che entvate stvaovdinavie e saltuavie non possono finanziave spese ovdinavie e stvuttuvate. Si deve tovnave alla tvanquillità delle tvebbiatuve e delle vendemmie e pev favlo cè molto spazio. Non si tvatta di esauvive la fevtilità dei campi, dove si è già fin tvoppo tvebbiato e vendemmiato, si tvatta piuttosto di dissodave i campi estesissimi dove finova ancova niente è stato fatto: i campi dellevasione fiscale, le avee incolte del pvivilegio. Contabilizzave da subito entvate spevate, fovse poco pvobabili e cevto non istantanee, a copevtuva di spese cevte e attuali, non savebbe solo fave un falso in bilancio, ma un attentato al pvincipio fondamentale della nostva Costituzione finanziavia. Inoltve, se cè un modo pev favovive levasione, è pvopvio limpvovvisazione. In vealtà, in Italia cè evasione fiscale stvuttuvale pevché non cè amministvazione fiscale. Pev la legge fiscale, la contabilità dimpvesa fa stato a favove dellimpvenditove e - pev vocazione suicida - contvo il Fisco. Levasione può solo esseve pvevenuta attvavevso un sevio appavato detevvente di amministvazione fiscale basato su coefficienti e accevtamenti. Meno oppvessione e più pvessione fiscale

(Giulio Tremonti - Corriere della Sera, 12.08.1992)

22/04/05

Signori-aggio-capito

Riporto quasi tutto il lungo articolo letto su : Signoraggio

Parte da una critica a Beppe Grillo
"...Ebbene, il caro Beppe, idolo della mia adolescenza, potrebbe fare una cosa grandiosa, ma non lo fa.
“Da un grande potere, deriva una grande responsabilità”, lo dice pure lo zio di SpiderMan!...
...Il Beppe potrebbe semplicemente parlare del SIGNORAGGIO, e il mondo cambierebbe, domani mattina.
Sono un utopista? Mi immagino il Beppe che dice:

“La Banca di Italia è privata, totalmente privata, ragazzi!
I proprietari sono le banche e i gruppi bancari più grandi di Italia (naturalmente privati anch’essi):
  Gruppo Intesa (27,2%),
  Gruppo San Paolo (17,23%),
  Gruppo Capitalia (11,15%),
  Gruppo Unicredito (10,97%),
  Assicurazioni Generali (6,33%),
  INPS (5%),
  Banca Carige (3,96%),
  BNL (2,83%),
  Monte dei Paschi di Siena (2,50%),
  Gruppo La Fondiaria (2%),
  Gruppo Premafin (2%),
  Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%),
  RAS (1,33%)...

Sorrido all’immagine del pubblico che tace, dubbioso, spiazzato, scettico, all’inizio.
Poi, un mormorio, un consultarsi l’un l’altro, un confrontarsi con le proprie idee e conoscenze, economiche e politiche.
E intanto il Beppe che incalza:

“Bankitalia S.p.A. stampava le nostre lire, quindi erano dei privati che stampavano le nostre lire e le prestavano allo Stato, Stato Sovrano, con l’aggiunta di interessi, ovviamente, il famoso tasso di sconto. Ma quale sconto, poi?”

“Oggi c’è l’euro e il tutto è gestito dalla BCE, che appartiene alla Banca d’Italia, per il 14,57% e per altre percentuali ad altre Banche Centrali degli Stati Membro – compresa la Banca Centrale di Inghilterra, 15,98% - che non usa neanche l’euro!”

“L’euro è prestato allo Stato dietro la cessione di Obbligazioni e CCT, che poi Noi cittadini dobbiamo rimborsare, tramite le tasse!”

“Una banconota da 100 euro costa 3 centesimi, ad emetterla (stampa, carta, colore, tecniche di contraffazione) ma lo Stato, ossia Noi, deve dare 100 euro veri per averla! Frutto di lavoro, di sudore vero, non di una semplice operazione di stampa meccanizzata. Più il 2,5% del tasso di sconto!”
“Loro spendono 3 centesimi e Noi gli diamo 102,5 euro! Ma è roba da matti o no?
Ma qui ragazzi stiamo scherzando?”

“Vi siete mai chiesti perché esistono le banconote di 500 euro? Eccolo il perché!”
“Vi ricordate quando Tremonti propose di avere la banconota da 1 e 2 euro?
Ve lo ricordate o no? Siete svenuti? Pensavo le sapeste ‘ste robe qua, è così da 300 anni!”
“In ogni caso, a quelli ancora coscienti:
Duisemberg, allora capo alla BCE, rispose che all’Italia non conveniva la stampa delle banconote da 1 e 2 euro perché avrebbe perso, lo Stato Italiano, il diritto al signoraggio sulle monete metalliche”

“Che cosa significa? Cos’è ‘sto signoraggio?
Il signoraggio è la differenza tra il valore intrinseco e il valore nominale della moneta.
Bello, e detto così uno potrebbe anche dire: e allora?”

“Il fatto è che la Banca d’Italia prima (ricordiamoci che dietro ci sono dei signori privati, non è un Ente Statale) e la BCE ora, stampa con 3 centesimi un pezzo di carta colorata che ci affitta, ad esempio, a 100 euro (più il tasso di sconto, che LORO decidono). “
“102,5 meno 0,03 è il signoraggio della Banca Centrale Europea su ogni banconota da 100 euro.
Lo stesso vale per i pezzi da 5, 10, 20, 50, 200, 500.”

“100 è il valore nominale o valore di facciata (perché stampato sulla faccia della moneta, in questo caso banconota) e 0,03 è quanto costa al “signore” fare questa moneta, il cosidetto valore intrinseco, dato dal materiale di cui è composta la moneta (carta per la banconota, metallo per le monetina) e il lavoro necessario ad “emetterla” (stampa per la banconota, conio per la monetina)”

“Nel caso di moneta metallica, il signoraggio va allo Stato, perché è lo Stato a stampare, ossia a coniare, la monetina.”
“In questo caso il costo (valore intrinseco) è più alto, circa 15 centesimi, quindi il signoraggio è minore (e poi le monete sono una minuscola frazione della massa monetaria circolante).
Lo Stato ci rimette a stampare le monete da 1 centesimo, 2, 5, 10 centesimi di euro!!!”

“Ecco perché Duisember disse a Tremonti che all’Italia non conveniva stampare banconote da 1 e 2 euro. Il guadagno sul signoraggio va all’Ente che emette moneta, semplice no?
Le banconote le emette la Banca Centrale Europea, le monetine il Ministero del Tesoro”

“Pensate a quante banconote ci sono in giro! Togliete il costo per averle “create”, e il resto va in tasca ai banchieri privati! Sono le nostre tasse! Noi paghiamo le tasse per rimborsare un prestito di carta colorata a dei banchieri privati!”

“Lo sapete o no che è questo che determina il Debito Pubblico?
Vi siete mai chiesti verso chi siamo in debito?
Chi di voi ha mutui, prestiti, fidi, è in debito verso la banca che ha fatto il prestito.
Questa è una cosa privata, tra Voi e la banca (anche se poi non è cosi ma parleremo dopo della Riserva Frazionaria).

Tutti, comunque, hanno una parte del Debito Pubblico. Anche i bambini appena nati.
Verso chi? Verso la Francia? La Germania? Il Giappone? No, verso i banchieri privati! Naturalmente quando uno ha un debito, occorre pagarlo o per lo meno pagarci sopra gli interessi”

“Ogni anno l’Italia ha i conti in positivo, come un padre di famiglia che a fine mese gli avanzano 200 euro dallo stipendio dopo aver pagato tutte le spese!”
“Questo lo Stato lo chiama “Avanzo Primario”.
Però poi occorre conteggiare gli interessi sul Debito Pubblico e allora lo Stato Italiano va in Deficit.
Ossia al padre di famiglia che pensava di avere risparmiato 200 euro, viene presentato un conto a sorpresa di 450 euro! E va in rosso! Tutto qui”

“Non capisco perché lo Stato può coniare monete ma non stampare banconote.
Non capisco perché lo Stato può emettere miliardi di euro in Obbligazioni e CCT ma non può emettere valuta propria, non sottoposta a interessi di gruppi privati.
Non capisco perché lo Stato Italiano abbia abdicato alla Sovranità Monetaria, regalando, per Legge, il potere di emettere moneta a dei banchieri privati.
Non capisco perché i nomi degli azionisti della Banca d’Italia sono celati.”

Io, invece capisco perché sia stato ucciso Kennedy (questi sì che sono miti!).
JFK aveva fatto stampare dei dollari garantiti in argento dal Governo Federale e che portavano stampato la scritta “United States Note” invece che la solita “Federal Reserve Note”.
Infatti negli Stati Uniti il discorso è lo stesso, con la Federal Reserve che è creduta Riserva Federale dal Popolo Americano ma che è una Ditta privata (si trova sulle pagine gialle, alla pari di Federal Express).
Anche Lincoln emise, durante la Guerra Civile, dei biglietti di Stato, i “greenback”. E poi Torrijos, e pochi altri…

E non capisco perché Beppe Grillo non parli di tutto questo.
Lui che sa tutto il giro del fumo. Che ha conosciuto anche il Prof. Giacinto Auriti, docente universitario di diritto, il quale ha denunciato la Banca d’Italia perché le banconote che questa emette non sarebbero neanche legalmente di sua proprietà, ma di proprietà del Popolo, che l’accetta e quindi “induce” in esse il valore indicato dalla stampa. Alla Banca d’Italia va pagato il costo tipografico, il lavoro di stampa eseguito e nient’altro! Infatti, la banconota di per se non vale nulla e nulla rappresenta.

Negli anni ’70 portavi 35-37 dollari in banca e la banca ti dava 1 oncia d’oro (all’incirca).
Ogni moneta nazionale era convertibile in dollari, quindi, virtualmente in oro.
Nel 1971, Nixon eliminò la convertibilità in oro del dollaro e quindi da quel giorno caddero i termini di Bretton Woods e sulle monete nazionali perse significato la scritta “pagabile a vista al portatore”.
Naturalmente, l’euro non la riporta più...

...Anche se, in realtà, il fatto grave è la nostra condizione di ignoranza, un po’ voluta da noi stessi, per paura o scellerata superficialità e un po’ voluta dai nostri politici (a detta di Ezra Pound “i politici sono i camerieri dei banchieri”) disonesti e condiscendenti, come i giornalisti e tutti QUELLI CHE SANNO MA NON DICONO."

13/04/05

M'hanno fregato

Merda, Merda, Merda!
M'hanno fregato... io che sto sempre a menarla ad amici e parenti sullo spam, le bufale, la security e bla bla bla...
Ci son cascato come il re degli imbecilli:
Il post l'ho ripreso dal Sabelli Fioretti (cascato pure lui con tutte e due le gambe).
Lo stile era quello del Grillo - Parlante e tagliente come al solito; ho ignorato il prurito alle parti basse, solito di queste occasioni, e pur non trovando il post originale dal sito, tronfio d'odio verso le censure di tutti i giorni, ho deciso lo stesso di pubblicarlo.
Non mi consola il fatto che anche nella pozza di colza c'è un fondo di verità: devo mio malgardo ammettere come dice "mi sora Lorella" che "De Internet nun ce se po fidà".
Lascio i due post precedenti a memoria.
C'è sempre una prima volta.

12/04/05

CONTRORDINE - Olio di colza nei diesel, chi lo usa è fritto

Passaparola ad alto rischio sul presunto risparmio sui carburanti diesel ottenibile mettendo oli da supermercato nei serbatoi delle auto.



"La colza danneggia gravemente Siniscalco": inizia così, provocatoriamente, un e-mail che sta impazzando da un paio di settimane e istiga alla disubbidienza fiscale. Secondo l'e-mail, sarebbe possibile sostituire almeno in parte il carburante diesel con olio di colza da supermercato. Ma ovviamente il governo non vuole che si sappia, perché se tutti usassero l'olio di colza alimentare, meno tassato del carburante diesel, il Fisco ci rimetterebbe.

C'è di meglio, secondo l'appello in circolazione: "bruciare olio di colza inquina zero" e "il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile". I giganti del petrolio ci tengono che questa nozione non si diffonda, ma l'impavido eco-comico Beppe Grillo l'avrebbe pubblicata e garantita con l'aiuto del Resto del Carlino, stando al messaggio.

Purtroppo è una bufala, e stupisce che ci sia gente disposta a schiaffare olio da cucina nella propria automobile soltanto perché l'ha sentito su Internet. Ma quest'appello scardina le normale difese del buon senso facendo leva sui classici meccanismi psicologici delle bufale: il complotto governativo; l'informazione tenuta segreta; l'occasione di vendicarsi di un "nemico" (in questo caso, il fisco avido personificato dal ministro Siniscalco); e magari anche l'antipatia politica. Ci si crede, insomma, perché ci si vuole credere.

Innanzi tutto, l'attribuzione a Beppe Grillo è falsa o frutto di un malinteso. Nel suo sito, infatti, l'unica traccia di questo messaggio è nel forum dedicato ai commenti dei lettori, in data 22 marzo. Probabilmente qualcuno degli incauti disseminatori della "notizia" ha letto questo commento e vi ha aggiunto la dicitura "www.beppegrillo.it" (o, in altri casi, il nome del comico), dando l'errata impressione che il messaggio sia stato scritto e "garantito" da Beppe Grillo in persona.

Non è chiaro, invece, cosa dica l'articolo del Resto del Carlino citato nel messaggio, la cui datazione è incerta (il messaggio dice che l'articolo è di "oggi", ma chissà a quando si riferisce). Potrebbe risalire al 14 marzo 2005, secondo alcuni accenni trovati nei forum in Rete, ma non è disponibile negli archivio del Carlino. Se qualcuno ne avesse una copia, sarebbe interessante leggerla.

Della teoria dell'olio di colza nei motori diesel hanno comunque parlato molti organi d'informazione tradizionali. Se ne sarebbe occupato il TG3 in un servizio del 12 marzo 2005, mostrando il proprietario di una Mercedes di Trento che riforniva la propria automobile diesel con una bottiglia da un litro di olio di colza da supermercato. Anche Repubblica.it ha pubblicato un articolo confuso e sensazionalista in proposito, secondo il quale ci sarebbe addirittura una mania collettiva nel nord Italia, ma non fornisce alcun dato che confermi quest'affermazione, basata a quanto pare esclusivamente sul fatto che se ne parla molto in Google.

E' vero che usare l'olio di colza al posto del carburante diesel configura una truffa ai danni dello stato per mancato pagamento delle accise che gravano su tutti i carburanti, ma l'idea di base dell'appello, ossia che si possa impunemente mescolare al diesel l'olio di colza venduto nei supermercati, è falsa.

Infatti l'olio di colza è sì un ingrediente del cosiddetto biodiesel (ossia del carburante diesel ottenuto da fonti vegetali, che è valido, sperimentato e utilizzabile in molte automobili già appositamente predisposte), ma l'olio in commercio non ha subito i trattamenti chimici necessari, per cui produce residui che a lungo andare danneggiano il motore. Inoltre non è noto l'effetto inquinante del bruciare olio da cucina in un motore; la teoria esposta nell'appello ("il bilancio chimico di una pianta è nullo") non tiene conto di questo fatto.

Per esempio, l'olio di colza da supermercato contiene ancora glicerina, che invece nell'olio di colza per biodiesel è stato rimossa. Inoltre il biodiesel è una preparazione chimica dalle caratteristiche ben precise, definite dalla norma europea EN14214, non una miscela fatta a mano e a occhio di carburante diesel prelevato dalla pompa e di olio del supermercato. E i motori diesel compatibili sono calibrati e strutturati per usare quella miscela precisa e nient'altro.

Quattroruote ha inoltre pubblicato un articolo che riassume bene la situazione: "Chi pensa di essere furbo risparmiando poche centinaia di euro all'anno andando a comperare l'olio di semi alimentare al supermercato per fare il pieno all'auto diesel dell'ultima generazione rischia di spendere poi migliaia di euro in riparazioni". La ragione è semplice: "Se si usa l'olio di semi in un moderno diesel si provocano, presto o tardi, danni molto costosi da riparare all'impianto iniezione (pompa e iniettori) e al motore: per risparmiare un centinaio di euro si provocano danni per migliaia di euro". Anche se Quattroruote è possibilista sull'uso "nei semplici, lenti e pesanti motori diesel di trent'anni o quarant'anni fa", ricorda che "L'olio di semi alimentare lascia dannosi depositi carboniosi, morchie e gomme negli iniettori e nella camera di combustione. Non è un olio pensato per resistere alle temperature che si trovano all'interno del motore."

In altre parole, ficcare l'olio da cucina in una macchina diesel moderna è un suicidio graduale praticamente garantito; ficcarlo in un'auto diesel vecchia è comunque un rischio. Ve la sentite di rischiare di rovinare la vostra auto per risparmiare qualche centinaio di euro? Oltretutto, secondo le testimonianze messe in Rete da alcuni sperimentatori dilettanti, "la macchina puzza di fritto da fare schifo".

Se vi state chiedendo come mai il vostro meccanico di fiducia dice invece che si può fare senza problemi, tenete presente un paio di cose: primo, il vostro meccanico non è necessariamente un esperto in reazioni chimiche dei carburanti; secondo, la macchina nella quale dice di ficcare l'olio di colza non è sua, è la vostra; terzo, se fra qualche mese la vostra auto schiatta perché intasata di morchia, andrete da lui a pagarlo per farvela riparare, per cui è nel suo interesse (a breve termine) dirvi di usare l'olio di colza.

Volete davvero risparmiare sul carburante? Imparate a usare meglio l'auto. Lasciatela a casa e fatevi una passeggiata, quando andate a comperare il giornale; usate i mezzi pubblici o mettetevi d'accordo con i colleghi per condividere l'auto a turno; guidate in modo meno aggressivo e più fluido; andate più piano (spesso basta uscire di casa dieci minuti prima per non dover correre); comprate un'auto più piccola e moderna, che consuma meno; e non lasciate acceso il motore inutilmente quando vi fermate. E' questione di buon senso.

Paolo Attivissimo - Quelli di Zeus
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-04-2005]

11/04/05

COLZA METTI NEL MOTORE di Beppe Grillo

"Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa.
Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre è considerato "truffa" dallo stato.
Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. Vi spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.

La premessa criminosa è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo "diesel". Non esisteva perchè non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare. Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l'olio di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole, l'olio di semi vari, e così via. Sì, proprio così, quelli che usate in casa per friggere. La domanda è: e i motori di oggi? La risposta è: idem.

La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell'aria mentre bolle. Far passare dell'ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non è mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiù il numero di esano è alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).

Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la seguente. La gente, a quanto sembra, sta iniziando a scoprire l'olio di colza. L'olio di colza è un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo è che rovina il fegato molto lentamente, il secondo è che costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro. E quindi il Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su internet" inizia a prendere d'assalto i discount per comprare questo olio. Dopodichè lo si ficca nel motore.

Problemi tecnici? L'unico problema tecnico è che l'olio vegetale è leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di colza. Questo significa che la cosa migliore da fare è testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e vedete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera. La cosa che dovrete verificare è come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale. Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%.
L'olio di semi, l'olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel...

Tutto qui, direte voi? No, non è tutto qui. Perchè lo stato considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anzichè friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perchè state evadendo la tassa che c'è sui carburanti. Non importa il fatto che l'automobile sia VOSTRA e anche l'olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa carburante, qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perchè il resto del carlino NON paga l'accisa sui carburanti ad uso domestico.

Allora, qual è il problema? Il problema è che il Carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa. Quindi, mi adeguo.
Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al litro. Siccome il diesel petrolifero, come è noto, costa MENO di così, allora l'operazione è svantaggiosa.

Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perchè siccome il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate nell'atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressochè nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel petrolifero. Siccome inquinare è BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l'olio di colza è SBAGLIATO perchè rispetta l'ambiente, cosa che, come sappiamo tutti, non è giusto fare. Come se non bastasse, l'olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, è MALE, perchè dire il contrario sarebbe istigare alla truffa. La stessa cosa vale per l'olio di canapa, che è ancora migliore rispetto ai precedenti due.

Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è BELLO, rende di più, e non c'è bisogno che vi elenchi le insidie del risparmo (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una sonora mazzata nei cosi di Siniscalco, la persona in italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere a nu' "piezz'e'core" del genere? Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!), risparmiando per di più di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento. La colza danneggia gravemente Siniscalco. Aut min conc.
Fate finta che ci sia anche un bel rettangolo color nero "annuncio funerario" attorno, come nelle sigarette.

Come mai dico questo? Dico questo non perchè sia una novità, ma perchè è una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicità di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perchè. Siccome in USA c'è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto "non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io". Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perchè, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso. In generale, comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L'unica discriminante è il costo al litro, il che esclude l'olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità."

IO LO FACCIO... VOI?

04/04/05

I'm having a dream

Sto sognando,
Sto sognando la mia terra, distesa infinita di terra, ulivi e mare.
Sto sognando i sapori, dei frutti, del sale, del latte.
Sto sognando le mie donne, dolci, misteriose, dignitose.
Sto sognando gli odori, di falò, d'uve, del grano bruciato.
Sto sognando la mia gente, concreta, volenterosa, piena d'amore.
Sto sognando la mia storia, viva, ribelle, misteriosa.

Comunque vada, GRAZIE NICHI.

02/04/05

Parole

Questo che leggete è il mio spazio dove metterò le cose che non devo scordare.
Non ho mai avuto una grande memoria.
Da buon informatico, paragono il cervello ad un PC: penso sia diviso tra una zona della memoria ed una zona d'elaborazione (sia in entrata che uscita) di stimoli da e verso l'esterno.
Ci sono uomini che riescono a ricordare molte cose, ed elaborando giusto il poco necessario che serve, sono quelli che alla fine hanno successo nel mondo d'oggi, altri che ricordano poco ed elaborano in continuazione, veri e propri casini ambulanti; le donne - ahinoi - riescono a fare bene tutte e due le cose e per questo son superiori.
Penso (e spesso mi auto-assolvo) di essere tra i secondi e poichè son stanco di dimenticare tutte le cose importanti proverò a lasciarle qui (fino a quando non mi dimenticherò anche di questo...).
Una delle cose che non devo dimenticare e il monologo di Beppe Grillo fatto nell'ultimo spettacolo trasmesso alla RAI nel lontano 1993 (da allora Beppe è entrato tra i primi proscritti di una lista sempre più lunga negli anni a venire.
Non ripubblicherò tutto il monologo che insieme a tanti altri potrete trovare qui, solo i pezzi da ricordare, un post per volta, dulcis in fundo...

"...Le parole!… Ora vi faccio… le parole creano devastazioni: piove due giorni a Roma è "danno", piove quattro giorni è "catastrofe". Capito? Catastrofe! Quando viene veramente la catastrofe non avrai più la parola per definirla: morirai annegato gridando "E' arrivata una… una.. che cosa dico se l'ho usata?". Le parole… Qual è la nave costruita dall'uomo, la più sicura e una delle più grandi? Come l'hanno chiamata? Ve lo ricordate? L'inaffondabile… come si chiamava? Titanic! Titanic!!! Due giorni e è affondata, va bene? E mentre stava affondando c'era la gente che ballava e cantava, perché era impossibile per loro pensare che una nave che si chiamava Titanic potesse sprofondare… eh. Se l'avessero chiamata "Vediamo un po' se galleggia", stavano a cantare e a ballare? Erano tutti fuori aggrappati! Le parole creano dei disastri… vedete? Uno dei più grandi scopritori… uno dei più grandi navigatori, francese, quello che scoprì l'Antartide, si fece una barca, lui, e, per andare nei ghiacci, non la chiamò mica Stupra-pinguini o Spappola-iceberg! La chiamò "Pourquoi pas" ("Perché no")… è andato e tornato però questo qua! Con tutte le parole… la parola "eternit": cosa vi viene in mente? L'eternit è l'amianto… l'amianto è vent'anni… dopo vent'anni abbiamo scoperto che è cancerogeno e lo stanno tirando via dalle scuole, dalle cose… vent'anni. Come l'hanno chiamato? Eternit, eterno… vent'anni, via!… e quello che lo faceva, che probabilmente ha causato qualche milionata di morti, nessuno potrà mai provarlo perché è tutto a norma di legge, è uno svizzero… che ha scritto un libro che dice… ha scritto un libro che si chiama "Cambiare rotta"… e lo credo! Non fa più i tetti di eternit, fa gli swatch… fa gli swatch… che loro non chiamano orologi, eh… li chiamano "beni di consumo emozionale". Perché li compri già che c'hai dieci orologi, no? C'hai la sveglia al collo ma vedi uno Scuba rosa: "Aaaah, emozione… lo devo avere!"… beni di consumo emozionale! Eh?…" Beppe Grillo

01/04/05

Insieme cantiamo

E spera e spera, un uomo arrivera`
L' immagino in strada, nei cortei, fra noi
Aver paura, piangere
Cercare i figli morti per lui

E l' uomo in bianco scese dal cielo
Ma era al di la` delle barricate
E l' uomo in bianco vide la morte
Ma era di la` dalle barricate

Santiago del Cile
Padre, tuo figlio dov' e`?
Santiago del Cile
Io no lo vedo piu`
Natale di sangue No, non lo scordero`

E spera e spera, il Papa arrivera`
L' immagino in strada, nei cortei, fra noi
Gridare forte, combattere
Sacrificarsi per chi crede in lui

E l' uomo in bianco scese dal cielo
Ma era al di la` delle barricate
E l' uomo in bianco vide la muerte
Ma era al di la` delle barricate
E dittature e religione
Fanno l' orgia sul balcone
E dittatura e religione fanno l' orgia

Santiago del Cile
Padre, tuo figlio dov' e`?
Santiago del Cile
Io no lo vedo piu`
Natale di sangue
No, non lo scordero`
Vangelo, pistola
Dimmi la pace qual e`?

Voterei Nichi solo per questo

Vota Antonio, Vota Antonio, Vota Antonio... CITTADINI!!!

è un nefasto progetto del maledettissimo Dottorzeta