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15/01/08

Che degrado!

“È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.”

. . .
io Dottorzeta, in ottemperanza al comandamento sopra scritto, dichiaro che la VELTRONDA ha esclusiva finalità didattica (e soprattutto scientifica, essendo lo scrivente professore di Estetica Degenerata all'Università delle Fesserie a Cavallo). Con buona pace della SIAE, a scopo di lucro mi faccio una risata ad altissima risoluzione.
Amen.

13/01/08

Er Padretermo-valorizzatore, poesia del grande Quadrilussa

Un giorno er Padreterno,

che s'addormì pe' noja

(e pe' nun vedè più fii de na mignotta),

s'arzò d'improvviso per fetore

della monnezza ch'era ita fino in cielo.

"O che cos'è st'olezzo, bestie!

Io che vi feci a immagine di me,

sapete che ve dico: me sbajiai!

Però m'accorsi presto dell'errore,

e ve cacciai dall'Eden nelle fogne:

ho fatto bene, grattateve'e rogne,

ma nun m'asfissiate, semo 'ntesi?"

Intanto straripava la monnezza,

e più pe' calcolo che pe' vergogna,

i saggi dissero: nun c'è probblema,

'sti rifiuti mo' so' 'na ricchezza,

che aspettamo a brucialli, che aspettamo?

E a poco a poco er popolo credette

che pe' aumentà de la vita er tenore

ce volesse er termo, er valorizzatore.

Allora er Padreterno,

che s'era già raccomannato in ante,

sentendo troppa puzza de diossina,

disse: "Ve risponno pe' la rima:

da oggi ve manno tutti nell'Inferno:

così brucianno nun farete errore."

Quadrilussa - addì come sopra


p.s.: Ringraziansi sentitamente i consulenti veloci Stefano M. nonché MisterCrama, coloro ovver che interessaronsi onde conferire ai miserrimi riposti versi in sommità l'imprimatur della roman(esch)ità.

è un nefasto progetto del maledettissimo Dottorzeta