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18/02/06

Solo due parole - Only 2 words




Italiano o Inglese?
English or Italian first?
Let's go with English.
Segue la traduzione….





It looks like an argument between bully kids.
In a normal world people would realize that:
1) The US spilled a lot of gasoline on the floor (stupid move, they don’t have enough of it ;-);
2) A comic like that, for Muslim people, is like a punch right in the face – whoever says “it’s just a comic” should speak with some Muslim to understand how important religion is to them.Right or wrong, is none of our business;
3) Newspapers publishing on first page comics, is a burning candle;Ok, Muslim newspapers more than once published comics of the Pope, even blasphemes, and nobody ever mentioned that.

Ok, the reaction is way too hard compared to the action (you don’t kill people and destroy building only for a comic….no matter how you care about the subject!!)…

But now this Mr. Calderoli. I am speechless. As usual, Italy is becoming a comic itself.
I am ashamed of what happened....a meaningless, stupid and mean provocation.

We are now provoking people sore for a punch in the face, while walking with a lit candle on a floor full of gasoline.

I don’t feel safe.

We, as Western people, keep talking about freedom…freedom of speech, freedom here and freedom there. We even call a war…..war for freedom.

So now we have Guantanamo, Abu Ghail, Falluja….all in the name of freedom…..same freedom as publishing those comics. Sorry guys, but I am confused about the meaning of this word. And sorry.

We should call this in a different way, because the word freedom has been already taken and now it has a different meaning (thanks US!).

But now I think I am going to buy a dish dash and paint the pic of the Pope f****ng a noun while yells "Ja fuhrer Ja!!". And I am going to show it to the world.

Let’s do as parents would do with young brothers……one for you and one for him.

Because despite ages of history, human is not a mature race.


Versione Italiana....
…per chi legge italiano, mi riaggancio al precedente post.

Sembra una lite tra bambini bulletti di strada.
In un mondo normale la gente si accorgerebbe che:
1) Gli Stati Uniti hanno rovesciato un sacco di benzina sul pavimento (mossa stupida, non ne hanno molta ;-)
2) Un fumetto come quello, per I Musulmani, e’ come un pugno in faccia – chiunque dica “e’ solo un fumetto” dovrebbe parlare con un Musulmano per capire quanto e’ importante per loro la loro religione. Giusto o sbagliato che sia, a noi non ci frega niente.
3) Un giornale che pubblica le vignette in prima pagina e’ una candela accesa;E’ vero, riviste Musulmane hanno diverse volte pubblicato vignette del Papa, anche blasfefem, e nessuno ha mai detto niente..

E’ vero, la reazione e troppo pesante se confrontata con l’azione (non si ammazza la gente e distruggono gli edifice solo per un fumetto….non importa quato ci tieni all’argomento..)

Ma adesso questo “Sig.” Calderoli. Sono senza parole. Come al solito, l’Italia e’ una comica.
Mi vergogno di quello che e’ successo……una stupida, senza senso e bassa provocazione.

Stiamo provocando della gente ancora indolenzita da un pugno in faccia mentre camminiamo con una candela accesa su di un pavimento pieno di benzina.

Non mi sento al sicuro.

Noi, l’Occidente, continuiamo a parlare della liberta’….liberta’ di parola, liberta a sinistra e liberta’ a destra.

Addirittura chiamiamo una guerra…guerra per la liberta’.

Quindi ora abbiamo Guantanamo, Abu Ghail, Falluja…tutto nel nome della liberta’….stessa liberta’ di pubblicazione di questi fumetti. Mi dispiace ragazzi, ma sono confuso riguardo il significato della parola liberta’. E mi dispiace.

Questa la dovremmo chiamare con un altra parola, perche’ la parola liberta’ e’ stata gia’ presa e consumata, ed ora ha un altro significato (grazie US).

Ed ora penso che andro’ a comperare un Dish Dash e dipingero’ un fumetto del Papa che s***a una suora mentre urla “Si mio Fuhrer si!!!!”. E mostrero’ tutto al mondo.

Facciamo come fanno i genitori con i figli piccoli…uno a te ed uno a lui.

Perche’ nonostante secoli di storia, gli umani non sono ancora una razza matura.

Update: Questo blog aderisce alla campagna lanciata da Mauro Biani
"Libertà d’espressione: pirla con me"
This blog support Mauro Biani campaign's "Expression freedom: dickhead like me"

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16/02/06

Leggere con attenzione: Nuoce gravemente all'identità

Quando leggere significa conoscersi... da Lia di Haramlik...

"La brochure dei valori occidentali

C'è di buono che tutta questa discussione sulle vignette ha comportato delle inevitabili e interessanti riflessioni sul "chi siamo", oltre che sul solito "chi sono loro"...
Riporto alcune delle considerazioni con cui Antonio ha commentato la vicenda (
sulle vignette blasfemiche) su Macchianera...

"[...] Io penso che l’impianto di base dell’ideologia della nostra società, un misto di marxismo e liberismo con un’infinità di innesti successivi, sia entrato in crisi strutturale. E che sia successo con la fine della guerra fredda che ne era il corrispettivo materiale. Abbiamo avuto per un cinquantennio una teoria del reale che attraverso il dualismo est-ovest, socialismo-pensiero liberale, è riuscita con ragionevole approssimazione a descrivere soddisfacentemente il sistema mondo. Ora non più, scricchiola e manda degli spaventosi boati. Le fondamenta sono incrinate, andrebbero riparate.

Che c’entra con quello che dicevamo? C’entra perché si tarda a fare i conti con i raggiunti limiti del nostro sistema di pensiero. Ed è comprensibile perché rappresenta un’intera eredità culturale. Così, invece di rivedere massicciamente il progetto, si fanno delle varianti in corso d’opera per riadattarlo alla belle e meglio. Capita quindi che si cerchino disperatamente degli altri avversari a cui contrapporre l’occidente e riproporre una visione duale: è quello che fanno i teorici dello scontro di civiltà. Altri hanno elaborato teorie in cui si sostiene che la sopravvivenza di un’unica superpotenza avrebbe aperto una fase di benessere e progresso incontrastato: questi erano molto in auge a inizio ‘90, ma gli avvenimenti successivi ne hanno smorzato l’entusiasmo. Altri ancora buttano alle ortiche tutto il materialismo storico e l’economicismo e si danno alla pura estetica: chiamiamoli i dannunziani, riscuotono grandi consensi, anche qui su macchianera. Poi ci sono quelli intellettualmente onesti, come te, [si riferisce a Babsi] che la deflagrazione l’hanno vista e non intendono minimizzarla.

Quelli che per esempio occupandosi del conflitto in ex-Yugoslavia hanno visto il concetto di “schierarsi politicamente” venire messo a durissima prova. Che hanno visto i balcani sprofondare nelle guerre fratricide nella quasi indifferenza europea. E che hanno dovuto rassegnarsi all’evidenza che le ostilità non sono cessate fino all’intervento armato statunitense, con l’Europa incapace di far valere il suo profilo diplomatico e pacificatore in un conflitto che gli è scoppiato in casa. Anticipando uno schema che avremmo visto più volte da allora: la Comunità che sulla carta è un gigante, ma che si fa nana e subalterna nello scacchiere internazionale, lasciando il passo al rude alleato che nel bene o nel male sistema tutti a colpi di missili e bombardamenti.

Che hanno fatto quelli così di fronte alla crisi evidente di valori e di pensiero? Secondo me hanno raccolto i pezzi e hanno provato a ricostruire un sistema di riferimento sulla base dell’esperienza quotidiana, senza cedere alle lusinghe delle teorie che vogliono spiegare semplificando ogni cosa, ma fidandosi invece delle piccole certezze, quelle che ci si conquista piano, piano. Qual’è il problema di un approccio del genere? Uno l’ho già detto: che si rischia di rimanerne polverizzati. L’obiettività assoluta e il farsi tramite fisico dei mali e delle storture del mondo può distruggere, perché va al di là della capacità di resistenza di un singolo essere umano.

L’altro rischio è di diventare afoni. Un attento e equo bilanciamento di ogni singolo avvenimento fa sì che tu non possa più scendere in piazza e urlare (scegliersi una causa a piacimento): "Ma porca puttana vogliamo risolverla questa lampante ingiustizia! Lo vogliamo fare ora?!"
Non puoi farlo perché prima di parlare dei diritti del popolo Saharawi o del dramma di Timor-Est sei obbligato a fare una lunga premessa sulla storia e sulle vicende e sulle ragioni di tutte le parti coinvolte, in un caso o nell’altro. E spesso mettendoci in mezzo anche cose che c’entrano pochino col caso concreto in esame, ma che per noi sono diventati degli assoluti da cui non si può prescidere: come l’antisemitismo citato a sproposito, o il laicismo, o i precetti del Fondo monetario internazionale (questi ultimi non nel tuo caso, ma insomma fanno parte della vulgata).

Faccio un esempio: i fondi di Adriano Sofri.
Sofri che parli di Cecenia e terrorismo internazionale, o che parli dell’eredità della sinistra extra-parlamentare, dipinge sempre dei grandi affreschi in cui il novero delle colpe, delle ragioni e delle responsabilità di ogni soggetto viene enumerato con perfetto senso della misura. Alla fine di molti dei suoi articoli il saldo complessivo di ragioni e torti risulta a 0. Che dice Sofri al suo interlocutore? Dice, fidati ho fatto io i conti, siamo in pareggio, potremo progredire molto lentamente su questo e su quest’altro versante, ma stando bene accorti a non far cadere tutto l’equilibrio generale.
La sostanza del discorso di Sofri è quella di un marxismo che regredisce indietro a heghelismo e si fa araldo della razionalità del presente, quindi perdendo per strada una visione dinamica e tesa al cambiamento della realtà.

Questa cosa qui che denuncia tutti i limiti dell’approdo a cui è giunto il pensiero occidentale non solo non funziona più per noi, ma non contenti che il giocattolo si sia rotto, cerchiamo di sbolognarla in giro per il mondo. Invece di porre rimedio a una libertà di espressione “difettosa”, che permette sì di dire un po’ quello che ci pare, ma non tutti con le stesse opportunità, visto che il croupier che ci lascia giocare controlla una buona fetta dei mezzi di comunicazione, insistiamo per imporla a chi non ne vuole sapere. Che dire poi della nostra desensibilizzazione rispetto ai vari segnali di allarme che squillano all’impazzata da tempo? Sabato scorso in piazza Lima, nel momento di maggior struscio, c’era un bel banchetto di Forza Nuova, con tanto di simboli neo-fascisti e libretti celebrativi di Salò. Ma non c’impressiona più. Come non c’impressiona più di tanto che si demolisca il nostro assetto istituzionale: che vuoi fare, è disdicevole ma fa parte della dialettica politica, il sistema funziona, perché fanno quello che fanno legittimati dal voto popolare. E stica.

Quando tu, io, o chiunque altro andiamo a proporre al palestinese il nostro bel set di valori occidentali, la proposta che facciamo suona così:

Caro amico palestinese,
noi siamo vicini alle sofferenze del tuo popolo, vogliamo che la situazione si risolva ed è per questo che siamo venuti qui oggi. Il metodo è questo, stai bene attento: devi laicizzarti, devi abbandonare la violenza, l’apertura alle importazioni straniere è tutta nel tuo interesse, e la liberalizzazione delle tue colture tradizionali un passo necessario, accetta il patto di libero commercio con Israele, dovrai comprare alcuni beni da loro a prezzo pieno e no non li puoi ricevere dai tuoi vicini arabi, è il prezzo della modernità, emenda i tuoi libri di testo, dacci un taglio con i retaggi oscurantisti, queste gag su Maometto sono da scompisciarsi, e sorridi una volta tanto!, sempre scuro, sempre torvo, ottimismo amico mio, mi raccomando via di forbici su quei minacciosi barboni che denotano un atteggiamento chiuso di fronte alla vita, e per piacere celebra e sii intimamente coinvolto dalla tragedia dello sterminio degli indios, della soppressione dei nativi americani e dei massacri giapponesi in Manciuria, perché se vuoi che ci si occupi dei tuoi problemi devi essere pienamente consapevole dei rovesci di tutti gli altri e delle pieghe oscure della storia, guarda noi, guarda Babsi, guarda Antonio Memo, guarda Adriano Sofri e Abraham B. Yehoshua, leggi come sappiamo ammettere i nostri errori noi e osserva i vantaggi della stampa libera, non sarebbe il caso di fare un po’ autocritica anche tu?
Ecco caro amico se saprai ottemperare a tutti questi requisiti indispensabili per entrare a far parte della cerchia degli illuminati, poi e solo poi, il sol dell’avvenire del mondo dei giusti che si compirà saprà dare un lenimento anche alle tue sofferenze
.

Secondo me è un discorso più messianico che laico, ma soprattutto non gira molto e il palestinese lo sa, e infatti ti risponde:

Caro compagno internazionalista,
ho esaminato attentamente la tua brochure e non dico che mi abbia lasciato indifferente. Mi è grave ma necessario però comunicarti una cosa, e spero che non ti offenderai, con le tue tante e generose intenzioni. Quello che mi proponi l’ho già provato, perché tu stesso me lo avevi presentato all’incirca negli stessi termini diversi anni fa. A me piace, piace tanto il discorso sulla libertà e su un mondo migliore regolato dalla solidarietà dei popoli. Tuttavia come tu sai, i conti di casa li tengo io e ogni mese devo fare in modo che le risicate entrate ci bastino per tutta la famiglia. Quel tuo sistema innovativo che prometteva ottime prospettive di guadagno, bhe, guarda, insomma, purtroppo si è rivelato una truffa. Presente il multilivello, conosci i sistemi piramidali? Dai oggi cinque al mittente di questa missiva e in capo a un paio di mesi riceverai trentacinque? Ecco. Io i miei cinque a quelle persone di cui ti sei fatto garante tu le avrei anche date. Dopo tre mesi mi è stato detto che dovevo portare pazienza, ma che oramai facevo parte del giro, ero nel gruppo e che potevo considerarmi fortunato. Che gli dessi altri cinque, perché le cose marciavano a gonfie vele ma ci voleva denaro fresco da investire e che nel giro di 6 mesi avrei ricevuto ben 80 soldi, altro che 35! Da allora i rinvii si sono ripetuti e di tutte le volte che ho dovuto rinnovare la quota ho perso il conto.
In un’occasione, a onor del vero, due anni fa mi è arrivato un assegnino da 50, quando ormai ne avevo versato un ammontare dieci volte superiore.
A me sembra che in questa Mondo libero inc. (Freedomland? mi ricorda qualcosa) a guadagnarci siano solo i livelli superiori, vale a dire tu, i nordamericani, quegli altri investitori internazionali e i sauditi. Oltre ovviamente al contatto che mi ha fatto entrare nell’organizzazione, il mio vicino israeliano di cui voi vi siete fatti garanti.
Caro compagno internazionalista, amico mio,
sono arrivato a una conclusione di cui voglio renderti partecipe. Non sarebbe molto più semplice per me e per la risoluzione dei miei problemi, che invece di inchinarmi alle sofferenze del mondo e ai precetti della libera circolazione delle merci, mettessi al centro di tutta la mia azione il mio popolo, la mia storia, la mia religione e le mie ragioni? Mi sembra che in questo modo avrei qualche probabilità in più di vedere risolti i nodi che mi stanno a cuore. Tanto per come si sono messe le cose, peggio di così… Poi e solo poi se, speriamo, le cose andranno a migliorare un pochino, potremo pensare ai torti subiti da tutti gli altri e quegli altri gadget interessanti che mi proponevi. Prima noi e poi i gadget. Non prima i gadget e poi noi. Non ti pare giusto e logico?
Sai che faccio dunque? Io mi voto Hamas, che saranno anche dei tocchi moralisti e armati, però hanno dimostrato di essere onesti e soprattutto al vostro contatto che ancora ci chiede pegni di adesione al multilivello, gli rispondono picche. Pace? Quale pace? Qui non si è visto nulla che ricordi pace. Facciamo una bella cosa: invece del vostro contratto capestro, si firma una tregua, una tregua luuunga, pluriennale, senza concedere più di quello che realisticamente si potrà mantenere. Se tra una decina d’anni la tregua avrà retto e la nostra controparte si sarà mostrata affidabile, saremo ben disposti a parlare di tutte quelle altre cose che a voi premono tanto. Prima la fine dell’occupazione e dell’appropriazione di terre e poi la pace e tutti i buoni propositi. Non prima i buoni propositi per continuare indisturbati ad espropriare e sparare. Eh!

Ecco il perché a mio avviso del voto ad Hamas. Il caso palestinese è particolarmente disgraziato e non riflette ovviamente le condizioni di tutto il mondo islamico, però è altamente simbolico e indicativo delle dinamiche nelle relazioni con l’altra sponda del mediterraneo.
Quindi si difenda la libertà di espressione ma si abbia ben presente il contesto e cosa passa del nostro messaggio. Al momento è un messaggio estremamente contradditorio e confuso, che non viene capito e suscita diffidenza. Se veramente si vuole comunicare lo si renda più chiaro.
Va da sé che se si vuole essere coerenti con questa battaglia qualsiasi attacco pretestuoso ad al Jazeera o Telesur dovrebbe cessare. A meno che non si pensi che libertà di stampa per cui ci si batte debba essere declinata in una forma ben precisa, quella del nostro modo di vedere."

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discorsi da chat tra me (Marinarabo) ed il Cynic

Scorcio del "mio" sabato lavorativo, corrispondente al Giovedi di Cynic, mentre si chattava - considerate che ho una moto da strada:

Marinarabo: ...ecco il mio annuncio per vendere la moto
Cynic: :-(
io me ne tornei in moto
spedisci tutto e tornatene in moto
quando ti ricapita?

Marinarabo
: ma scherzi?
non ci penso nemmeno
Cynic: xchè?

Marinarabo
: e chi sono, che guevara?!?!?!
Cynic: mah

Marinarabo
: non ho mica la poderosa
Cynic: ?
un gliela fa?

Marinarabo
: no, sono io che se devo fare un viaggio così non lo faccio da solo e qui
con ste strade
e che faccio la parigi dakar??
Cynic: mah... vu vdaj ca nan ce ste na streta sfaltata
(traduzione: mah...vuoi vedere che non c'è una strada asfaltata..)

Marinarabo
: negli Uae quasi sempre si
fuori
a parte che non puoi passare in tutti gli stati
non sempre
Cynic: e ce l'hai il tempo di studiarti un percorso
te ne sei andato in thailandia all'avventura
la che puoi prepararla meglio no...
sei strano

Marinarabo
: no
il middle east non mi attira
preferisco altre mete
troppo deserto
sabbia ed un cazzo di niente
poi specialmente ora
non c'è moltissimo da fidarsi
Cynic: te la fai costa costa
e risali dall'egitto
Cynic: vabbè io (al solito) non vivo quei posti quindi la vedo diversa

Marinarabo
: naaaa
ma poi che cazzo dici??'
ma l'hai vista la cartina??
Egitto??
è una moto, non un aereo!!

Cynic
: ti fai Oman, Yemen, Arabia da sotto e risali da Suez
poi israele, turchia, grecia.etc
secondo me si può fa'

Marinarabo
: tu sei fuori!
ma davvero
Cynic: na volt s camp
(traduzione: una volta si campa)

Marinarabo
: un attimo...devo bloggarla!!

15/02/06

L'aria pulita del Nepal - l'inquinamento dell'anima (delli mortacci loro) di Dubai

Ogni Domenica ed ogni Mercoledi la compagnia di pulizia ci manda colui che io chiamo "il piccolo uomo" a fare le pulizie.
E' un ragazzo di 24 anni dal sorriso molto sincero e timido, timido a tal punto nascondersi dietro ad un pilastro pur di non dire quanto voleva essere pagato per lavare le auto una volta alla settimana.
Oggi ho indagato, usando Obaidur (uno dei due indiani che lavorano da noi) come interprete.
Gli ho fatto fare molte domande - dalla sua provenienza alla sua destinazione.

Sono venute fuori cose belle.
Il tipo viene dal Nepal (si chiama Pram, che significa "amore" in Nepalese) è qui da un annetto, guadagna 700aed (140Euro circo) al mese, e vive in uno dei tanti campi organizzati per i "workers".
Fino ad ora ha messo da parte 2000Aed, vuole arrivare a 7000Aed ( 1500Euro) per tornare in Nepal al suo villaggio.
In montagna, 10000 persone, non hanno bisogno di guadagnare poiché producono ciò che gli serve. Hanno l' acqua che arriva dalla montagna, il tempo è bello, l' aria pulita, l' elettricità da un anno, poche strade, alcuni gabinetti pubblici portati dalle organizzazioni che fan beneficenza.
Pram vuole tornare li a sposarsi e vivere nel suo villaggio con la sua famiglia.

Non gli piace Dubai. Ha detto che il cibo non è fresco, l' aria non è pulita, il tempo non è bello. Non ho indagato oltre, non aveva senso.
Cosa altro c'è da chiedere per confronto con Dubai, ad uno che parla di bere latte appena munto ed acqua che arriva direttamente giù dalla montagna?

Bravo Pram. In c**o al petrolio, gas, cellulari, corporations, guerre, vignette e chi più ne ha più ne metta.

13/02/06

C'e' del marcio. In Danimarca?

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01/02/06

La Barzelletta Triste


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