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10/12/06

Il presepe dei Fratelli del Cosmo

Quasi un sogno, un'allucinazione! Stavano tre gomitoli riposti in fila indiana, a rotolar sulle dune del deserto, e carovane tecnologiche d'androidi a camminare. Poco distante una cattedrale, ed una guida beduina che spiegava trattarsi d'una cattedrale nel deserto.
Vestiva, la guida, di bollette della luce, di numeri e raso, d'euro odiosi.
Poco distante una cometa legata a un palo della luce, intermittente e triste.
Poco distanti re magi infami, ladroni che in dono portavano autoradio rubate, dentiere e scheletrini.
Poco distante una grotta crollata e neanche l'ombra di un Bambino, di un bue, di un asino.
I pastori stavano, ubriachi, sotto pietre flaccide e animate che cantavano, e le pecore erano tutte impagliate.
Ogni tanto cadeva una bomba dal cielo, ed i feriti dall'esplosione si suicidavano per non morire.
Il sole, per illuminare il paesaggio, lasciava che i suoi raggi si riflettessero in uno specchietto: se avesse guardato quello squallore sarebbe divenuto un buco nero. Si sarebbe adeguato alle circostanze.
Al centro del deserto un'oasi gonfiabile faceva bella mostra di sé: mille telecamere a circuito chiuso spiavano gli avventori blanditi da sudaticci babbi Natale, infidi, e musica soffusa s'insinuava nell'animo inaridito di uomini elevati all'infimo rango di consumatori, fino a stordirli.
Al centro dell'oasi c'era un tombino: tutti i passanti volevano bagnarsi nelle sue acque miracolose per la modica cifra di dieci anni di vita.
Ai margini, fiere e lussureggianti, palme da datteri spezzate.
Sui tronchi sfilacciati delle palme creature subumane, chimere geneticamente modificate, pezzi di carne putrescente.
"Vi piace questo Natale? Vi piace?", disse il Profeta, e beffardo aggiunse: "Diamo il via al televoto. Potete anche mandare un SMS con scritto SI'!"

05/12/06

Tratto da "Tratto da"

Profeta! Profeta! Profeta!
Volgomi a Te, io che varco il nulla della mia piccolezza grandiosa, io che rallegromi della flebil stentorea mia voce. Ella si tacque come talvolta l'acque si tacciono al passar sotto i ponti, pronti a però crollar d'improvviso e senza il preavviso d'un rumore.
Or nel silenzio passàro i mesi come le vite passano ignare, senza traccia lasciare: del cammino che ci porta onde siamo non rimase che l'intuirlo. Lo intuiste? Se il non non rammaricatevi, che alfin d'altro parlerò.
Domanderetemi di che: rispondovi: di nulla, di tutto, di nulla. Vieppiù confido che il Profeta rispondami, sicché noi tutti non restiamo a chieder spiegazioni invano.
Questo affermai, allorché il Sommo s'appalesò come ad esaudir la mia richiesta.
"Taci!" - diss'Egli apparendo - "Ch'io non debba ripetere ciò che non capirai."
"Son tutt'orecchi, Eccelso!" - esclamai al cospetto della benevola ira che illumina i passi del viandante, e la Sapienza mi stritolò!

* * *
Ecco nel seguito riposte le parole dell'Ineffabile

"V'é una via cosparsa di canditi, di luci e zucchero filato, e longilinei camminatori s'inerpicano verso l'indefinito, verso la nebbia che s'accalca sulla sommità del sentiero. Tutti camminano per quella strada: et come il potrebbero non farlo s'é l'unica via percorribile? Qualcuno si ferma a raccogliere i canditi, a mangiare, e diventa un cactus caramellato o uno spaventapasseri. Gli altri, stoici, vanno avanti fino a sparire.
C'é pure una collina cinta di sassi, a poca distanza dal sentiero, e su d'essa stanno una favola alogica, una leggenda razionale e un teorema illusorio. Tutta l'Umanità sta tra i fuochi di quest'ellisse, di questo luogo geometrico di prigionia. Rallegrati!"
* * *
Dopo aver pronunciato queste sibilline parole, il Profeta si sciolse in una pozzanghera d'acqua sporca.
Viva il Profeta! Viva i Fratelli del Cosmo! Siano stramaledetti gli esperti di persuasione!

è un nefasto progetto del maledettissimo Dottorzeta