Profeta! Profeta! Profeta!
Volgomi a Te, io che varco il nulla della mia piccolezza grandiosa, io che rallegromi della flebil stentorea mia voce. Ella si tacque come talvolta l'acque si tacciono al passar sotto i ponti, pronti a però crollar d'improvviso e senza il preavviso d'un rumore.
Or nel silenzio passàro i mesi come le vite passano ignare, senza traccia lasciare: del cammino che ci porta onde siamo non rimase che l'intuirlo. Lo intuiste? Se il non non rammaricatevi, che alfin d'altro parlerò.
Domanderetemi di che: rispondovi: di nulla, di tutto, di nulla. Vieppiù confido che il Profeta rispondami, sicché noi tutti non restiamo a chieder spiegazioni invano.
Questo affermai, allorché il Sommo s'appalesò come ad esaudir la mia richiesta.
"Taci!" - diss'Egli apparendo - "Ch'io non debba ripetere ciò che non capirai."
"Son tutt'orecchi, Eccelso!" - esclamai al cospetto della benevola ira che illumina i passi del viandante, e la Sapienza mi stritolò!
Ecco nel seguito riposte le parole dell'Ineffabile
C'é pure una collina cinta di sassi, a poca distanza dal sentiero, e su d'essa stanno una favola alogica, una leggenda razionale e un teorema illusorio. Tutta l'Umanità sta tra i fuochi di quest'ellisse, di questo luogo geometrico di prigionia. Rallegrati!"
Viva il Profeta! Viva i Fratelli del Cosmo! Siano stramaledetti gli esperti di persuasione!
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