....e quindi ieri, dopo una intensa (come al solito) attivita' fisica, quantificabile in un'ora e mezza di squash e 40 vasche, decido di stare a casa, leggere il mio libro preferito (per lo meno fino ad ora) e cuocere le mie rinomate patate al forno con arrosto.
Stare fuori insegna a cucinare - se solo si ha voglia di imparare.
Decido pero' di passare a salutare una coppia di amici, e vengo invitato a cena fuori.
Meta ambiziosa, possibilmente costosa, cucina thai (che francamente non preferisco - ne ho forse abusato lo scorso mese?). Ma decido di andare lo stesso: checacchio, la mi vita sociale qui e' pressocche' nulla!!!
Ho un'ora, 5 Dirham nel portafogli ed una moto veloce.
Decido di andare al supermercato vicino a prendere del contante.
Devo coprire una distanza di circa 30+30 minuti nella meta' del tempo....ogni tanto e' bene sfidarsi!
Salto in sella e datosi il basso costo della benza eccomi li in 15 minuti. Corro dentro, prendo il contante, esco....e trovo tre indiani attorno alla mia moto.
Il tempo scorre, devo fare in fretta, ma gli indiani mi accerchiano.
Nella penombra gli indiani, dati anche i loro occhi sgranati e le loro movenze fisiche, sembrano un po' degli zombie.
Mi parlavano, e mi dicevano cose che io non capivo (mentre continuavo a ripetere: "what? what? I've gotta go!!")......con la mano nella tipica posizione a cuneo.
Volevano me, ecco cosa volevano.
Volevano fare una foto all'alieno con tanto di casco e con l'astronave venuta dallo spazio.
Capisco, mi fermo ed accendo le luci di posizione che fanno ancora di piu' astronave....loro apprezzano e ridono contenti, affiancandomi come due colonne e prodigandosi nello stringermi la mano alla fine dell' "opera".
Agli indiani piace stringere la mano, devo ancora capire bene il perche'....ma son sicuro che c'e' una ragione. Anche agli arabi piace, ma meno, ed anche in questo caso devo capire il perche'.....
Schizzo via in uno scoppiettante monoruota con rombi e fumi mentre mi sento tanto David Bowie mentre impersona Ziggy Stardust.
E' fatta, 35 minuti inclusi 5 minuti di indiani.
Spendo 280 Dirham a cena (70 euro) per una cena a dire poco fetente, con un gruppo di simpatici inglesi con il loro stupendo accento, perso completamente nella fitta nebbia di un sonno appiccicoso che non mi lasciava andare.
Girovaghiamo nell'Hyatt, hotel a 5 stelle nuovo di pacca, con lucimarmilegnitappeti e lusso sfrenato.
Son le due e mezzo e dopo esserci "arenati" nella bella piscina per 10 minuti ed aver visitato le incredibili sale per i massaggi (complice un orgoglioso Thai che ci mostra anche le suite), ci avviamo al taxi. Passiamo sale con androni e fontane e luci e candele.
Il nostro percorso e' disseminato di oggettistica che dalle nostre parti sarebbe sparita in 10 minuti.
Ancora soldi per il taxi.
Penso agli indiani ed alla loro contentezza nell'avere una foto dello straniero occidentale luccicante e metallizzato e mi rendo conto che il mio rapporto con l'essere in quell'albergo era lo stesso, molto probabilmente, rapporto degli indiani con la mia moto: gli bastava una fotografia perche' anche a possederla non avrebbero saputo che farsene.
In fin dei conti io, nell'Hyatt, sono davvero un alieno.
Saluti a tutti, abitanti di questo pezzo del pianeta, volo via e vado ad atterrare sul mio lettone (che il sonno porti consiglio).
17/09/05
Serata "out"
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